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07/05/2017




"È una legge non scritta: chi vuole starmi vicino deve assumersi la responsabilità della mia anima"


Silvia | 21 | Bressanone - Perugia - Roma |


Chi è Writer96?


Ex classicista, studentessa di Medicina, a ventuno anni ho visto qualche angolo di mondo e letto una quantità non indifferente di libri.
Scrivo per scelta, per passione e anche per curarmi da quelle turbe adolescenziali che nella mia testa iper-emotiva rischiano di soffocarmi.


Amo le cose piccole, i dettagli curati nelle storie, le Maiuscole Messe A Caso, i cavalli e i gatti, le frasi brevi, le storie lunghe.
E amo le "E" a inizio frase, i personaggi complicati, il colore blu, le scarpe un po' rovinate, i jeans stretti e i maglioni larghi, le penne blu e i quaderni nuovi;
Camminare a piedi nudi, le cover per l'iPhone, i libri usati, dormire in macchina, le coperte di pile, il Thè alla Vaniglia;
I polsi pieni di bracciali, le collane sottili, lo smalto nero e quello rosso, i cappelli con il ponpon, la frangia appena sopra le sopracciglia, i ghirigori sugli angoli dei fogli;
Amo le frasi scritte sui fazzoletti del bar - perchè quando arriva l'ispirazione è un peccato non sfruttarla-, tutto quello che può sembrare assolutamente inutile, i mappamondi, i discorsi diretti, la voce che sussurra;
La musica non troppo alta, l'inverno, le scale della metropolitana vagamente affollate, le metropoli eterogenee, il cibo cinese, gli orecchini semplici;
I documenti di Word scritti a metà, le foto con gli amici sparse per la casa e per il telefono, le chiacchierate notturne, dormire sulla spalla dell'amica del cuore;
L'amore, le storie che parlano d'amore, le storie tristi, i pianti sotto la doccia, le smorfie allo specchio in ascensore;
Le risate forti, i balli improvvisati, il "Chissenefrega di quello che pensano, in questa città non mi conosce nessuno", le corse disperate sotto la pioggia;
Gli elenchi senza fine, il carattere Georgia 14, i concerti pieni di gente, la paura prima di uno spettacolo di teatro, i libri che parlano di vita;
Le poesie nascoste e ricopiate sui fogli, i biglietti dell'autobus, le fototessere con gli amici tutti stretti in una cabina;
I viaggi lunghi, i posti nuovi, la cioccolata al latte, la pasta in ogni salsa, la pizza sottile, i quadri nei musei;
L'acqua naturale, le gomme alla menta, dormire sul divano, i vestiti anni '50, le serate spese a parlare di nulla;
I soprannomi strani, i baci sulla fronte, gli accenti che non so imitare, i paesi che vorrei visitare;
Le citazioni, gli angoli sulle pagine più belle dei libri, gli hashtag improbabili, le battute incomprensibile agli estranei;


Le amicizie nate per caso su Efp, incontrarsi da tutt'altra parte d'Italia solo


Mi trovate su Efp (Writer96) su Wattpad (Writ_) su Instagram (@thegiantsquid_writ e @nahshedidnt) su Facebook (Preferirei uscire con la piovra gigante, Potter)


 


 



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Storia di Writ

Tutte le scenografie del caso di Writ

Rating: V.M. 14 • 2 Recensioni | 1 Kudos
Riassunto:

Dopo aver dimenticato un telefono per tre ore all'interno del freezer, Charlie Emiret - vent'anni, studentessa di chimica, fotografa per hobby e disordinata cronica- sa che nulla potrà salvarla dallo spettacolo teatrale a cui la sua migliore amica e coinquilina vuole assolutamente trascinarla in veste di "fotografa ufficiale".
Quello che ancora non sa è che da quello spettacolo in poi, la sua vita è destinata a subire una svolta improvvisa.
Perché è giunto il momento, per Charlie, di dimenticare Gabriel e lasciare andare un passato doloroso che ancora la tormenta e non le da pace, esattamente come Nate Palsh, artefice di buona parte delle sue disgrazie ed idiota patentato che continua a spuntare ovunque con quella sua solita e immutata aria da pallone gonfiato.
Tra felpe forse un po' troppo estrose, piccoli quaderni di appunti, spettacoli teatrali e continui e mai definitivi addii, si susseguono i drammi quotidiani e sinceri di una generazione che cerca solamente di imparare come essere adulta.
E magari, anche come amare.

 

Tratto dalla storia:

"Davanti a lei Nate Palsh-il-folletto-in-calzamaglia reggeva un tubetto di mascara come fosse stato l'arma più terribile del mondo, allungato verso di lei con una mano pronta ad afferrare il vuoto, mentre alle sue spalle, decisamente contrariato e anche piuttosto stupito, Michael Pauley stava dicendo allegramente: « Non ho intenzione di sapere in che razza di giochi erotici foste invischiati, voi due e quel tubetto di mascara, ma ho bisogno di un consiglio. Qualcuno di voi sa come si infilano questi dannati cosi? »

E girandosi a guardare Michael e trovandolo in mutande e camicia, con un paio di leggins di camoscio in mano e le labbra di un inquietante sfumatura di rosso carminio, Charlie Emiret si disse che forse aveva davvero sottovalutato le capacità del caso."