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Delilah Phoinix Blair [Contatta]
15/03/2017





 


 


Sì, ma a quale dei miei impegni rubare quest’ora di lettura quotidiana? Agli amici? Alla tivù? Agli spostamenti? Alle serate in famiglia? Ai compiti?
Dove trovare il tempo per leggere?
Grave problema.
Che non esiste.
Nel momento in cui mi pongo il problema del tempo per leggere, vuol dire che quel che manca è la voglia. Poiché, a ben vedere, nessuno ha mai tempo per leggere. Né i piccoli, né gli adolescenti, né i grandi. La vita è un perenne ostacolo alla lettura.
“Leggere? Vorrei tanto, ma il lavoro, i bambini, la casa, non ho più tempo…”
“Come la invidio, lei, che ha tepo per leggere!”
E perché questa donna, che lavora, fa la spesa, si occupa dei bambini, guida la macchina, ama tre uomini, frequenta il dentista, trasloca la settimana prossima, trova tempo per leggere e quel casto scapolo che vive di rendita, no?
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare.)
Rubato a cosa?
Diciamo, al dovere di vivere.
È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo.
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi ci si arrischierebbe? Chi ha tempo di essere innamorato? Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare?
Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva.
La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l’amore, un modo di essere.
La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d’altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore.


 Daniel Pennac, Come un romanzo


 


Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.

se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.

se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perchè vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.

Se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.

se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos'altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.

non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento

le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall'anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all'omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sè e continuerà finchè tu morirai o morirà in te.

non c'è altro modo
e non c'è mai stato.


Charles Bukowski, E così vorresti fare lo scrittore?


 


Delilah perché Hey there Delilah è una delle prime canzoni che la mia migliore amica ha cantato per me (mentre la registravo, diventando così la mia suoneria per anni).


Phoinix per Harry Potter... che, oltre ad essere Harry Potter, mi ha fatto scoprire il mondo delle fanfiction, spingendomi così a pensare per la prima volta "Hei! Forse potrei pubblicare anche io qualcosa su internet!" e da lì è stato il delirio... EFP, la mia prima storia, Sono solo io, l'apertura del fake, poi From limits far remote, where thou dost stay, che prima o poi finirò, Wattpad e adesso A tale of masks and mist, che sono decisissima a terminare e anche in tempi brevi, per quanto possibile... Quindi sì, Harry Potter... Poi la fenice che risorge dalle proprie cereni ha innegabilmente qualcosa di poetico, diciamocelo.


Blair per lui, il mio papà culturale, colui a cui devo buona parte di ciò che sono e di cui era giusto portassi il cognome: Eric Arthur Blair, in arte George Orwell... e non credo sia necessario aggiungere altro.


Al di là di questo, sono una lettrice onnivora... sia nel senso che divoro letteralmente ogni cosa mi capiti davanti mentre leggo, sia perché leggo praticamente qualsiasi cosa, davvero. Mi piace spaziare, arricchire il mio misero orizzonte letterario... dopo tutto i libri devono essere pesanti perché hanno dentro il mondo intero e io questo mondo voglio vederlo tutto.


La mia casa però è senza dubbio il fantasy... ci ho messo anni per capirlo e accettarlo, ma ce l'ho fatta. E' quel qualcosa senza il quale non potrei vivere, semplicemente.


Ovviamente scriverlo è molto diverso e più incasinato che leggerlo, ma ci si prova, perché prima o poi dovevo farlo (esattamente come prima o poi scriverò una Dramione, verrà il giorno, abbiate fede).


Sono arrivata qui su W'sW da un giorno e già mi sento a casa... non chiedetemi perché, non ne ho idea... mi sembra l'EFP degli inizi, di quando erano famosissime le storie di Fallsofarc, Savannah e Mirya, che ormai sono delle vere scrittrici e non si cagano più EFP pubblicano più online, giustamente... e cambiare piattaforma, arrivare qui, dove ci sono così pochi utenti, mi sembra quasi un ricominciare da zero... ed è bello.


Poi ci sono due fattori non trascurabili: se W'sW diventerà famoso potrò dire "io c'ero" e il sito è pazzesco, semplicemente.


Bene, penso di avervi tediati abbastanza.


Aggiungo solo che mi trovate su facebook come Delilah Jane Boston, per aggiornamenti su ciò che scrivo, se vi va.


Scrivete, perchè Victor Hugo non era scemo e se lui ha detto che Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona, allora almeno un po' deve essere vero.


Deli



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Storia di Delilah Phoinix Blair

A tale of masks and mist - La Llorosa (vol. 1) di Delilah Phoinix Blair

Rating: V.M. 18 • 1 Recensioni | 1 Kudos
Riassunto:

Questa è una storia di maschere e foschia.

 

È una storia di impervi viaggi su vascelli pirati e di tranquilli porti tra le lenzuola.

 

È la storia di un regno sull’orlo della rovina, di una corte dove niente è mai come sembra… né come dovrebbe essere.

 

È una storia di strani riti magici e di misteriosi rapimenti, una storia di sangue e di acciaio.

 

È soprattutto una storia di odio. Disperato, cieco, logorante odio.

 

Ma questa è anche una storia di amore. In tutti i modi possibili.