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Recensioni per Cane

Nome: heartbreakerz (Firmata) · Data: 06/02/2017 17:35 · Per: I

Erano così presi che non si accorsero di come si sente una persona, a pagare una vita intera per una cosa che, nelle loro minimizzazioni, era solo un soprammobile fuori posto sulla mensola del camino di una vecchia zia.

 

Ho adorato questa frase. Soprattutto perché la frase non è sola. Tutto il racconto aiuta lentamente a capire – anche se solo in parte – la protagonista. Si capisce come il problema non sia tanto la sua malattia, ma il modo in cui la malattia è percepita dagli altri: sua madre, per prima, che anche nel bene, nella paura, del desiderio di assicurarsi che sua figlia non corra rischi, si ritrova a farla passare per un oggetto, un "pacco da spedire", come dire la protagonista stessa.

Un'altra cosa che ho adorato è stata la razionalizzazio nell'irrazionalità. La protagonista inizia dicendo che è pazza e racconta di come l'ha scoperto e come l'ha vissuto. Però si vede che ciò che per gli altri è incomprensibile per lei è la normalità. Credo che sia perfetto fare questo paragone, perché nonostante la protagonista stessa dica che non vuole affermare che non esistano realtà univoche, in realtà lei è la prova che la realtà è diversa per ognuno di noi, anche se solo parte di queste realtà è comune a tutti.

Secondo me, hai reso molto bene l'idea della pazzia. Tutta la storia ha un che di surreale, soprattutto il modo in cui la protagonista reagisce ai contatti umani. In più, tramite i suoi occhi che ci danno una visione leggermente distorta, una visione che probabilmente noi altri non avremmo nella sua situazione, possiamo immaginare anche i pensieri degli altri. Solitamente questo non succede al contrario: è più difficile entrare nella mente di qualcuno che ragiona diversamente da noi, se non ci viene spiegato in modo diretto. Invece in questo testo possiamo percepire sia il pensiero della protagonista, sia il pensiero della gente che le sta attorno – forse perché è più simile al nostro.

Insomma, questa storia mi è davvero piaciuta!

Volevo però farti notare un paio di errori e avrei anche una domanda:

 "Poi, con la pratica, è come se fossi sempre stato mancino; un lento, goffo mancino, che fa le cose nel doppio del tempo, ma senza cavarsela poi troppo male, e non si sente neanche più così strano se deve farsi il bidè dal lato sbagliato." Perché è diventato "mancino" al maschile? La protagonista è una donna, credo che sarebbe più rappresentativo farla parlare al femminile.

"mortiambulanti": dovrebbe essere staccato, credo.

 

La domanda invece è questa: in un passaggio parti parlando al passato e poi cominci ad usare al presente. Per qualche attimo ho pensato che fosse una scelta stilistica per attualizzare il ricordo, come una confusione tra passato e presente, però concludendo la lettura ho notato che è una cosa che non succede più. Per cui mi domando: è una scelta stilistica o un errore che ti è sfuggito? Perché sto avendo qualche dubbio, e non vorrei aver frainteso!

Ti lascio qui il passaggio:

Ogni domenica veniva qualcuno dal paese. Mia madre non era contenta di ritrovarsi degli ospiti
sulla porta di casa; "non ho nemmeno il tempo di mettere a scaldare il latte e sistemarmi il vestito!".
Così, un giorno, mio padre scese a valle e stette via tutta la giornata e, quando tornò, sul pianale del camioncino c'era una scatola di cartone mangiucchiato.
Mio padre smonta, posa la scatola a terra e sta a guardare cosa succede.
Passano i minuti, e la scatola non fa niente.
Mio padre, intanto, mastica il tabacco.
Poi, avvicina un piede e dà un colpetto, così, con delicatezza, e la scatola si mette a uggiolare.
Io stavo rientrando con mia madre e venivo dal margine dei campi: vidi la scatola che tremolava.
E' il vento, pensai. Mi avvicinai, per vedere cosa aveva portato mio padre da valle.
La scatola mise fuori un naso e annusò l'aria.

 

Ad ogni modo, la storia mi ha davvero colpito.

Ti faccio i complimenti!

heartbreakerz

Risposta dell'autore:


Allora, intanto scusa il ritardo nel rispondere, ma sono in fase di rush pre esame.
Ti ringrazio, e sono felice che ti sia piaciuto.

Morti ambulanti è un refuso che, appena posso, corrgegerò (se non già ora, che sono in ritardissimo xD)

La scelta del "mancino" è voluta, perchè, se noti, lei si rivolge a un ipotetico "tu" che fa le veci di generico ascoltatore; così, anche la parte narrata al presente è una mutuazione da una modalità del parlato diretto, come se una persona stesse raccontando una scena dal vivo e usasse il presente per rendere più viva la sua narrazione.

Si trattava dei miei primi esperimenti di insermento del discorso diretto o semidiretto; se anche con questa osservazione ti sembra che, rileggendo il passaggio, continui ad essere poco chiaro, dimmelo e troverò il modo di correggere.

Spesso, usando frequenti inserimenti di discorso più o meno diretto o di parti che imitano il parlato, ho riscontrato che si perde in chiarezza; sto cercando di risolvere questo problema senza rinunciare all'idea di fondo di uno stile variegato, e per poter trovare la forma migliore i feedback dei lettori sono preziosissimi.



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